Carmelo Alberto D'Addese


          Non si deve mai negoziare per la paura, ma occorre non aver mai paura di negoziare John F. Kennedy



Carmelo Alberto D'Addese
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Forte sisma in Emilia: sei vittime, molti danni Scossa di magnitudo 6, trema il Nord. Cinquanta feriti
Percorso:ANSA.it
Inserito 20/05/2012       Categorie: Notizie
20 maggio, 15:32 Forte sisma in Emilia: sei vittime, molti danni Una scossa di magnitudo 6, forte quasi quanto quella che il 6 aprile 2009 distrusse L'Aquila, ha fatto tremare alle 4.05 il Nord Italia, seminando morte e distruzione. L'Emilia-Romagna la regione più colpita, dove si registrano sei vittime, una cinquantina di feriti lievi e ingenti danni a chiese ed edifici storici. L'epicentro 36 chilometri a nord di Bologna - dove la gente é scesa in strada per la paura, ma non si registrano danni particolari - tra le province di Modena e Ferrara. Finale Emilia, nel Modenese, e Sant'Agostino nel Ferrarese, i centri più colpiti. ANCORA UNA FORTE SCOSSA, ALTRI CROLLI - Una nuova scossa di terremoto di forte intensità è stata avvertita nelle zone terremotate dell'Emilia-Romagna. A Sant'Agostino, in provincia di Ferrara, è crollato un'altra parte del municipio. Il sisma, durato diversi secondi, è stato avvertito anche a Bologna. La Procura di Ferrara ha avviato indagini, dosponendo il sequestro delle aree delle aziende dove vi sono state le vittime. Gli accertamenti vengono fatti in relazione al rispetto delle normative antisismiche. Quattro vittime infatti sono operai, uccisi dal crollo dei capannoni in cui stavano lavorando proprio a Sant'Agostino: due alla Sant'Agostino Ceramiche, un'altro in una azienda di polistirolo a Ponte Rodoni di Bondeno e un altro ancora alla fonderia Tecopress di Dosso. Quest'ultimo è stato individuato sotto le macerie, ma non è ancora stato recuperato. Le altre due vittime sono una ultracentenaria di Sant'Agostino, morta sepolta dai calcinacci del suo casolare, e una tedesca di 37 anni che si trovava a Bologna per lavoro e che sarebbe morta per lo spavento. Il forte terremoto è stato seguito da due repliche di intensità minore: una di 3.3 alle 5.35 e un'altra di 2.9 alle 5.44. Circa duecento, fino ad ora, gli interventi richiesti ai centralini del 118 tra Modena e Ferrara. Evacuati i 35 pazienti dell'ospedale di Finale Emilia, tra cui una donna incinta, che é stata trasportata al policlinico modenese, mentre all'ospedale di Mirandola i pazienti sono stati fatti uscire dalle camere e sistemati in apposite strutture fuori dall'ospedale. "In questo momento la nostra priorità assoluta è che le persone possano passare la notte in condizioni accettabili", ha detto il capo della Protezione civile, prefetto Franco Gabrielli, al termine del vertice sull'emergenza terremoto svoltosi in prefettura a Ferrara. "Stiamo chiedendo la dichiarazione di stato di emergenza nazionale in raccordo con il prefetto Gabrielli", ha aggiunto il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani. Tra morte e distruzione, il volto della speranza è quello di Vittoria, una bambina di 5 anni rimasta per due ore sotto le macerie della sua casa di Obici, frazione di Finale Emilia. Ad allertare i vigili del fuoco, che l'hanno estratta sana e salva dai calcinacci, una telefonata da New York di un parente dei vicini di casa. PROTEZIONE CIVILE,SFOLLATI SONO TREMILA - Sono circa tremila, secondo le prime stime della Protezione civile, gli sfollati nei territori dell'Emilia-Romagna colpiti dal territorio. La maggior parte, circa 2.500, si trovano nel modenese, gli altri 500 in provincia di Ferrara. Un messaggio e' giunto dal Papa. "Il mio affettuoso pensiero va anche alle care popolazioni dell'Emilia Romagna colpite poche ore fa da un terremoto. Sono spiritualmente vicino alle persone provate da questa calamità: imploriamo da Dio la misericordia per quanti sono morti e il sollievo nella sofferenza per i feriti", ha detto il pontefice.

Pdl azzera falso in bilancio, ok del Governo che poi si smarca
di nna Laura Bussa da ansa.it
Inserito 16/05/2012       Categorie: Politica
ROMA - Offensiva del Pdl alla Camera sul fronte giustizia. Prima, con interventi fiume rallenta l'esame del ddl Anticorruzione. In oltre due ore si riesce a votare un solo subemendamento. Poi, grazie a una proposta di modifica firmata dal deputato Manlio Contento, 'svuota' il progetto di legge dell'Idv che ripristina il reato del falso in bilancio. Grazie anche ad un ruolo 'significativo' del sottosegretario alla Giustizia Salvatore Mazzamuto che, a sorpresa, dà parere favorevole. Risultato: la maggioranza si spacca; Pd e Idv insorgono e convocano insieme una conferenza stampa di protesta; la battaglia si sposta in Aula, dove il testo è atteso per il 28 maggio. Il Guardasigilli Paola Severino da New York 'sconfessa' il suo vice assicurando che il parere del ministero era diverso. Tutto comincia alle 9.30. Il presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno convoca di buon'ora i commissari per evitare che l'esame sul falso in bilancio slitti per 'colpa' del voto di fiducia che il governo chiede sul dl per le commissioni bancarie. Ma il sottosegretario tarda. Arriva alle 10. Così c'é appena il tempo di illustrare gli emendamenti. Poi c'é un altro appuntamento da rispettare: quello con la commissione Affari Costituzionali per cominciare lo 'screening' delle proposte di modifica al ddl Anticorruzione. Ma i deputati del Pdl si abbandonano a interventi fiume. E il risultato è scarso: in oltre due ore si vota solo un subemendamento. Ma è quando si riuniscono di nuovo verso le 13.30, sul falso in bilancio, che scoppia il caos. Il sottosegretario dà parere favorevole all'emendamento Contento che alza solo il tetto della pena massima: da 2 a 3 anni. E questo passa con 12 'si' contro 10 'no'. Non si sa se per distrazione o 'altro', in pochi si accorgono della 'premessa' alla norma laddove si dice che questa 'sostituisce' l'intero articolo 1: il cuore del provvedimento. Quello che avrebbe riportato il falso in bilancio a pre-riforma Berlusconi. A cadere in 'errore' sono Lorenzo Ria (Udc), Angela Napoli (Fli) che votano 'si' e la radicale Rita Bernardini che si astiene. Così come la Lega. Roberto Rao (Udc) spiega di aver votato seguendo l'indicazione del governo. La rabbia però esplode quando ci si rende conto che tutti gli altri emendamenti all'art.1, di conseguenza, sono decaduti. Ria fa mettere a verbale di essersi sbagliato. Mentre Di Pietro grida a Mazzamuto: "Il governo ci ha preso in giro!". E si attacca la norma che di fatto fa "tirare le cuoia" alla versione "giustizialista" del falso in bilancio targata Idv, per usare le parole di Francesco Paolo Sisto (Pdl). Il leader Idv Antonio Di Pietro, il relatore Federico Palomba, il responsabile Giustizia Pd Andrea Orlando e il capogruppo in commissione Donatella Ferranti convocano una conferenza stampa per chiedere spiegazioni al governo e attaccare il Pdl. La Severino da New York ribatte: avevo dato parere favorevole, ma "limitatamente all'aumento della pena". La mossa piace poco al Pdl: è 'inaccettabile' la "sconfessione del sottosegretario" commenta il capogruppo alla Camera Cicchitto. Ma il Guardasigilli insiste: in Aula si risistemerà tutto. "Noi infatti non ritiriamo le firme - dice Di Pietro - la battaglia continua in Aula". "Ripresenteremo gli emendamenti per ripristinare il testo", assicura Orlando. "In caso di errore - propone Ferranti - si può annullare la votazione". Il clima però non sembra consentirlo. Così il testo arriverà in Aula probabilmente 'svuotato'. Ma lì i giochi si potranno riaprire. Nessuno, per ora, chiede le dimissioni di Mazzamuto, ma Di Pietro parla di una "talpa" al legislativo del ministero che avrebbe teso la 'trappola'. E l'interessato replica: "Mi sono limitato a dare i pareri formulati dall' ufficio legislativo. Per il resto si parli col ministro".

Disoccupazione al 9,7% ma tasso reale più alto
ansa.it - 30 aprile
Inserito 30/04/2012       Categorie: Notizie
ROMA - La disoccupazione in Italia nel quarto trimestre 2011 ha raggiunto il 9,7%, il tasso più alto dal 2001 ma "il tasso reale potrebbe risultare superiore poiché ai quasi 2,1 milioni di disoccupati si aggiungono 250.000 lavoratori in cig". Lo afferma l'Ilo - l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, agenzia delle Nazioni Unite - nella sua scheda sull'Italia definendo "allarmante" il livello dei Neet. Nel quarto trimestre 2011 - sottolinea l'Ilo - il tasso di occupazione si è attestato al 56,9%, sempre sotto i livelli pre crisi. Per lo stesso periodo il tasso di disoccupazione è passato al 9,7% segnando un aumento dell'1,9% in rapporto all'anno precedente. "Tuttavia - afferma l'Organizzazione - il tasso reale di disoccupazione potrebbe risultare superiore, poiché ai quasi 2,1 milioni di disoccupati si aggiungono 250.000 lavoratori in cassa integrazione. Le categorie più colpite sono quella dei giovani e quella dei disoccupati di lunga durata. La disoccupazione giovanile, salita al 32,6% durante il quarto trimestre del 2011, è più che raddoppiata dall'inizio del 2008. Allo stesso modo, i disoccupati di lunga durata rappresentano il 51,1% del totale dei disoccupati. Inoltre, molti lavoratori escono completamente dal mercato del lavoro: nello scorso anno, il tasso dei lavoratori che non cercano più lavoro ha raggiunto il 5% del totale della forza lavoro. Il numero dei NEET (giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione) ha raggiunto il livello allarmante di 1,5 milioni". MISURE AUSTERITA' RISCHIANO ALIMENTARE RECESSIONE - Le misure di austerità "rischiano di alimentare ulteriormente il ciclo di recessione e di rinviare ancora l'inizio della ripresa economica e il risanamento fiscale": lo afferma l'Ilo nella sua scheda sull'Italia a proposito dell'aumento della pressione fiscale per ridurre il deficit che dovrebbe raggiungere il 45% nel 2012. L'Ilo segnala che in Italia la ripresa viene frenata dalla contrazione del consumo privato e che "tale contrazione è aggravata dal fatto che gli stipendi crescono meno velocemente rispetto all'inflazione". Il debito pubblico - sottolinea l'Organizzazione internazionale del lavoro - "é schizzato dal 103% del Pil nel 2007 al 120% nel 2011. A seguito dell'aumento dei tassi di interesse nazionali sono anche sorti dubbi sulla tenuta delle finanze pubbliche. Per ridurre il deficit, il governo ha aumentato la pressione fiscale che dovrebbe raggiungere il 45% nel 2012. Queste misure di austerità rischiano di alimentare ulteriormente il ciclo della recessione e di rinviare ancora l'inizio della ripresa economica e il risanamento fiscale". L'Ilo sottolinea anche le difficoltà soprattutto delle piccole e medie imprese nell'accesso al credito e i problemi tradizionali della "pesantezza amministrativa". La priorità - afferma l'organizzazione - è "trovare un equilibrio sostenibile tra risanamento fiscale e ripresa dell'occupazione". Con il secondo debito pubblico più alto dell'Unione Europea, l'Italia non può sottrarsi alle misure di risanamento di bilancio. Tuttavia, afferma l'Ilo, "anche gli investimenti pubblici sono importanti per stimolare la domanda interna e compensare gli effetti negativi delle misure di austerità".

Boom tariffe, da maggio luce +4,3%, +21 euro l'anno
da ansa.it
Inserito 27/04/2012       Categorie: Notizie
Scatta il secondo aumento dell'elettricità previsto dall'Autorità per l'energia 27 aprile, 18:11 ROMA - Scatta il secondo aumento dell'elettricità previsto dall'Autorità per l'energia. Dal primo maggio la luce aumenterà del 4,3%, con aggravio di spesa di 21,44 euro su base annua L'Autorità per l'energia ha approvato l'adeguamento della componente tariffaria a copertura dei costi per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili ed assimilate (la cosiddetta componente A3). Per la famiglia tipo in maggior tutela, le condizioni economiche di fornitura dell'energia elettrica per il periodo 1° maggio-30 giugno 2012 aumentano dunque del 4,3%, con una maggiore spesa di ulteriori 21,44 euro su base annua. L'adeguamento conferma sostanzialmente le stime dello scorso 30 marzo (+4% circa), quando l'Autorità aveva approvato l'aggiornamento del secondo trimestre 2012 per le sole componenti legate alla materia prima, alle tariffe di rete e agli oneri di dispacciamento (+5,8%,), annunciando che a fine aprile si sarebbe reso necessario un ulteriore incremento a copertura della componente A3 per salvaguardare i diritti acquisiti agli incentivi alle rinnovabili. "L'obiettivo di allora - afferma in una nota il presidente dell'Autorità Guido Bortoni - era di richiamare l'attenzione dei decisori pubblici sulla necessità di rivedere alcuni parametri dei meccanismi di incentivazione, in quanto alcuni indicatori della politica energetica erano quasi raggiunti. Da quel momento, - aggiunge - il decisore pubblico ha avviato un processo per una rinnovata programmazione degli incentivi, in un percorso di coerenza generale per contemperare la sostenibilità delle bollette con i legittimi interessi dei soggetti attivi nella green economy. Per l'Autorità ciò significa una white-green economy, come abbiamo detto in una recente audizione al Senato, cioé sviluppo di tutte le fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica". L'Autorità ha anche approvato l'aggiornamento del prezzo del Gpl distribuito attraverso reti urbane con una diminuzione del 7,9% per il mese di maggio rispetto ad aprile.

Lavoro: nodo esodati, atteso tavolo Fornero-sindacati
ANSA.IT
Inserito 22/04/2012       Categorie: Politica
ROMA - L'apertura del ministro del Lavoro Elsa Fornero, che ieri ha sottolineato con una lettera il ''comune interesse di governo e parti sociali'' a collaborare preannunciando un incontro sul nodo degli esodati, non allenta la tensione su pensioni e riforma del lavoro. Da Torino, dove ci sono state le contestazioni di Cobas e studenti con un lancio di uova verso le auto dei ministri Fornero e Profumo, il ministro del Lavoro ha difeso la riforma delle pensioni (''e' quella che ha piu' allontanato lo spettro della crisi'') ed ha auspicato che ''il parlamento approvi in fretta'' la riforma del Lavoro. Ancora non c'e' una data per l'incontro ministro-sindacati. Cigl, Cisl, Uil, e Ugl non hanno indicazioni oltre l'appunto aggiunto di suo pugno, dal ministro, in calce alla lettera: ''La mia segreteria prendera' contatti per stabilire la data''. E' probabile che il primo faccia a faccia sara' informale, martedi' quando ad un convegno di Confindustria e' prevista la presenza di Elsa Fornero e dei leader di Cgil, Cisl e Uil. A stretto giro dovrebbe esserci il primo incontro formale al ministero. ''In questo Paese c'e' poco spirito costruttivo, ma anziche' lamentarsi e protestare bisogna lavorare insieme. Forse ne avremmo tutti qualche beneficio'', ha rimarcato il ministro. Mentre nella Cgil, dove si continua ''a lavorare per lo sciopero generale'', resta lo scetticismo espresso ieri da Susanna Camusso: ''Temo sia un modo per prendere ulteriore tempo invece che per dare risposte''. ''Tanto tuono' che piovve'', e' il commento del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: ''Spero - dice dopo la lettera del ministro - che adesso si chiarisca la vicenda e che l'incontro si faccia subito perche' non abbiamo ancora la data e la vorremmo avere''. La Uil ricorda che era stato chiesto ''un tavolo proprio per trovare la soluzione migliore per migliaia di lavoratori e - commenta il segretario confederale Domenico Proietti - finalmente il ministro del lavoro ha capito che il confronto con il sindacato e' utile per risolvere i problemi'': per il sindacato di Luigi Angeletti ''la via maestra e' applicare a tutti gli esodati le regole di accesso alla pensione in vigore prima dei provvedimenti Fornero'' ma un tavolo servira' ''anche a valutare altre possibilita'''. Si e' aperto un dibattito sulla possibilita', a cui accenna la lettera del ministro, che per gli esodati (chi ha lasciato il lavoro ma, per gli effetti della riforma previdenziale, allo scadere degli ammortizzatori sociali non potra' accedere alla pensione) si possa puntare anche su ''nuove opportunita' occupazionali'' eventualmente legate ''all'auspicata ripresa economica''. Il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo, ricorda che quando fu lui a parlarne la reazione era stata ''scandalo e improperi con tanto di richiesta di dimissioni'', ma ''quello che sembrava ieri impossibile oggi e', invece, praticabile''. ''Certo e' che c'e' un buco nella riforma e va risolto'', dice il leader del Pd, Pier Luigi Bersani: ma, aggiunge, ''non so quanto sia possibile l'ipotesi di far tornare a lavorare gli esodati, mi sembra singolare''. ''Idea suggestiva'', guarda oltre il circolo vizioso ammortizzatori sociali-pensione, commenta dal Pdl Giuliano Cazzola, che appare pero' scettico: ''Non ho ben compreso con quali misure il ministro intenda reimpiegare i lavoratori''. ''Le parole della Fornero sono arroganti e offensive'', attacca il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro: quando afferma che 'bisogna lavorare insieme anziche' protestare e lamentarsi dimostra di essere lontana anni luce dal Paese reale''.

Consumo di alcol, a rischio oltre 8 mln
da ansa.it
Inserito 11/04/2012       Categorie: Notizie
ROMA - I comportamenti a rischio nel consumo di alcol (per consumo giornaliero non moderato, binge drinking, ovvero consumo di sei o più bicchieri di bevande alcoliche in una sola occasione e consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni) riguardano otto milioni e 179 mila persone. E' quanto emerge dal report 2011 dell'Istat sull'uso e abuso di alcol in Italia. La quota, rispetto al 2010, appare in diminuzione principalmente per la riduzione nell'abitudine al binge drinking, che passa dall'8,3 al 7,5%. I comportamenti a rischio sono più diffusi tra gli anziani tra i 65 e più (il 43% degli uomini contro il 10,9% delle donne), i giovani di 18-24 anni (22,8% dei maschi e l'8,4% delle femmine) e gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,1% dei maschi e l'8,4% delle femmine). TRA GIOVANI CRESCE CONSUMO ALCOL FUORI PASTO - Cresce fortemente il consumo di alcol fuori pasto dei giovanissimi. Lo rileva l'Istat nel report sull'uso e abuso di alcol in Italia. La quota di 14-17/enni che consuma alcol fuori pasto passa dal 15,5% del 2001 al 18,8% del 2011. Tra i giovani di 18-24 anni che frequentano assiduamente le discoteche, i comportamenti di consumo di alcol a rischio sono più diffusi (31,9%) rispetto ai coetanei che non vanno in discoteca (7,8%). Stesse differenze si riscontrano tra i frequentatori di spettacoli sportivi e concerti. La popolazione più a rischio di binge drinking (il consumo di sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un'unica occasione) è quella giovanile, tra i 18 e i 24 anni: il 15,1% dei giovani (21,8% dei maschi e 7,9% delle femmine) si comporta in questo modo, perlopiù durante momenti di socializzazione. Tra i giovanissimi di 11-15 anni la quota di chi ha almeno un comportamento a rischio è pari all'11,9% senza differenze di genere evidenti. Questo comportamento - rileva l'Istat - è grave anche perché pone le basi per possibili consumi non moderati nel corso della vita. L'Istituto di Statistica ricorda che l'Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda la totale astensione dell'alcol fino ai 15 anni. NEL 2011 IL 66,9% HA CONSUMATO ALCOL, IN DIMINUZIONE - Nel 2011 il 66,9% della popolazione di 14 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell'anno. Questa quota è stabile rispetto all'anno precedente e in diminuzione rispetto a 10 anni di prima (era il 72%). E' quanto emerge dal report dell'Istat sull'uso e abuso di alcol in Italia, riferito al 2011, diffuso in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione dai rischi legati all'abuso di alcol che si celebrerà domani. Dal 2001 al 2011 il numero di consumatori giornalieri di bevande alcoliche decresce del 18,4%, specialmente tra le donne (-25,7%). Aumenta la quota di quanti dichiarano di bere alcolici fuori dai pasti (dal 24,9% nel 2001 al 27,7% nel 2011) e di chi ne consuma occasionalmente (dal 37,1% nel 2001 al 40,3% nel 2011). Lo scorso anno ha consumato almeno una bevanda alcolica nell'anno il 65% della popolazione di 11 anni e più. Beve vino il 53,3%, birra il 46,2% e aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori il 40,6%; beve vino tutti i giorni il 23,6% e birra il 4,5%. Infine, il report dell'Istat, sottolinea che il consumo di alcol nell'anno è stato più forte al centro-nord e in particolare nord-est.

Yahoo! taglia 2.000 dipendenti
DA ANSA.IT
Inserito 04/04/2012       Categorie: Notizie
Yahoo! taglia 2.000 dipendenti -14% forza lavoro. La societa': cosi' risparmi annuali per 375 milioni dollari NEW YORK - Yahoo! riduce la propria forza lavoro di 2.000 unita', ovvero il 14% del totale. Lo comunica la societa' in una nota, sottolineando che il taglio si tradurra' in risparmi annuali per 375 milioni di dollari.

Assenteista al Comune e meccanico in nero, denunciato
da ansa.it - 30 marzo
Inserito 30/03/2012       Categorie: Notizie
ROMA - Era un dipendente al Comune di Pontecorvo, in provincia di Frosinone, ma si assentava spesso e senza giustificazioni dal luogo di lavoro per esercitare, esattamente in quei lassi di tempo, l'attivita' di meccanico. A scoprire e denunciare all'Autorita' giudiziaria la truffa messa in atto da un 50enne e' stata la Guardia di Finanza di Cassino. I finanzieri hanno appurato che l'officina di meccanico, formalmente intestata al padre dell'indagato, si trova a Pontecorvo e risulta gestita autonomamente proprio dal dipendente comunale anche se egli non risulta rivestire cariche ne' avere alcun rapporto di lavoro nell'ambito dell'attivita'. Le indagini della Guardia di Finanza hanno evidenziato come l'indagato si recava al lavoro soltanto per strisciare il badge nei dispositivi di rilevazione elettronica delle presenze assentandosi poi per tutto il turno di lavoro durante il quale riparava veicoli presso la propria officina. Il dipendente comunale e' stato deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, reato punito con la reclusione fino a cinque anni.

Una storia di cuore, quella di Dorando Pietri, maratoneta
di Annalisa Siani quotidiano.net
Inserito 18/03/2012       Categorie: Notizie
di Annalisa Siani Roma, 18 marzo 2012 - Una storia di cuore, quella di Dorando Pietri, maratoneta. Quando il destino beffa l’ardore, e una mano invadente ti sposta indietro, verso l’oblio invece che spararti sul podio. E quando però neanche il destino riesce a farti essere un perdente, a dispetto del risultato. La storia di Dorando Pietri, ometto stortignaccolo e rachitico con la pancia spesso vuota o al massimo sazia di polenta, ha una dimensione certamente eroica ma anche fiabesca così come è stata resa da Leone Pompucci, regista de 'Il sogno del maratoneta', il film in due puntate che stasera e domani va in onda su Raiuno. Il protagonista è Luigi Lo Cascio, non proprio un fisicaccio però grande attore che fra teatro e cinema si è straordinariamente concesso alla fiction. Luigi è soddisfatto del lavoro fatto? "Credo di aver dato tutto quel che potevo dare, certo a posteriori si pensa che certi errori, certe sbavature si sarebbero potute evitare. In questo film mi è piaciuta la lettura che il regista ha dato di questa storia d’inizio Novecento, ha evitato toni troppo naturalistici proiettando invece l’avventura di Pietri in un’atmosfera quasi da fiaba come possono esserlo una leggenda, un mito. Sarò davanti alla televisione a guardarmi, perché a me piace fare lo spettatore di me stesso: il senso della televisione è la condivisione su larga scala. La visione contemporanea con un pubblico tanto vasto, ed io sentirmi parte di questa platea ha un suo fascino". E’ una storia di cuore, quella di Pietri, ne conviene? "Eh sì e il maratoneta di cuore ne ha da vendere. Pietri era un uomo di sentimenti acuti, ossessivi, mai soffusi dal tempo... e per ironia della sorte, la vera beffa finale, è morto per un attacco cardiaco a 56 anni". Una storia leggendaria. "Sir Arthur Conan Doyle, autore di Sherlock Holmes, a quell’epoca – l’Olimpiade di Londra del 1908 - faceva il cronista sportivo e scrisse subito sul Daily Mail: 'non c’è antico romano che possa eguagliare quel che ha fatto Dorando Pietri'. La regina Alexandra per risarcirlo della vittoria negata e a testimonianza dell’ammirazione sua e del popolo inglese, gli consegnò personalmente una coppa d’argento". Lo Cascio ha usato controfigure sul set? "Assolutamente no, con la corsa non si può bluffare. Ovviamente il film è stato girato in molto tempo, l’estate scorsa, ma più volte mi è successo che, seppure con brevi pause tecniche, mi sono ritrovato a correre anche per 12 ore al giorno. E’ stato molto faticoso. E la difficoltà maggiore era farlo non come fa la gente al parco: avevo addosso pantaloni e maglia di lana come si usava al tempo, e scarponi improponibili oggi". Lei è un atleta anche nella vita. "Per me l’atletica leggera è 'lo' sport. Ho raggiunto un discreto livello agonistico. ero mezzofondista ai tempi in cui la stella da inseguire era Totò Antibo, ma purtroppo ho sempre trovato qualcuno che correva più forte di me. La mia voglia di vincere mi ha portato anche a cimentarmi nel salto triplo e nel salto in lungo, discipline non adatte al mio fisico mingherlino". Perché le piace correre? "Chi corre ha una continua relazione con se stesso e il proprio corpo che si muove nello spazio, la corsa è musica, è una danza leggera che si dispiega nel silenzio rumoroso del corpo. Dentro però c’è la sofferenza, direi un’agonia. Riflettendo, penso che noi non ricordiamo il passaggio fondamentale che viviamo da bambini, ossia quando dal camminare si inizia a correre. Non ho ricordi precisi, ovvio, ma sono sicuro di associare quel momento al sorriso, alla felicità. Ricordo quella percezione come la prima gioia grande, inconsapevole, offerta da un primordiale, innato nell’uomo, senso per la libertà: si capisce d’un tratto che ci si può staccare, allontanare, accelerare verso qualcosa di desiderabile, mettere una distanza fisica dalle radici (nell’infanzia la presenza dei genitori). Inebriante". Nella storia di Dorando trova elementi moderni? "Forse l’eroismo. E intendo quella responsabilità morale verso se stessi che conduce a compiere un percorso, che sia di vita o sportivo è lo stesso, nonostante le difficoltà, il dolore, lo sforzo. Perché credo che solo alla fine di qualcosa di compiuto si trovi il senso dell’esperienza". Per Pietri il barone de Coubertin disse quel che ormai è poco più di un motto: l’importante non è vincere ma partecipare. Condivide quella frase? "Per De Coubertin in realtà la cosa essenziale non è la vittoria ma la certezza di essersi battuti bene. E’ ben diverso, non è l’importanza dell’esserci (oggi sarebbe apparire) comunque, ma la certezza di un comportamento onesto e dignitoso, al massimo delle proprie capacità. In questo senso condivido appieno. Guardiamo a una squadra che va verso la retrocessione: se in campo si è spesa con onestà, alla fine il pubblico applaude: è il riconoscimento di quel che diceva de Coubertin. La dignità, anche sportiva, è sempre motivo di apprezzamento". La Maratona è quasi una prova mistica. "Già dal nome, già dall’antichità è una corsa in bilico fra la Storia e il Mito. Poi la sua essenza: è una corsa fino allo stremo dove il peggior nemico da battere è se stessi, ti dividi in due, due parti di te che lottano fra loro, l’una di dice di insistere, di andare avanti, di superare il tuo limite, di correre e correre e correre, l’altra è invece più comprensiva, ti dice “ma chi te lo fa fare”, “riposati”, “basta, hai già fatto abbastanza”. Ed ecco il campione: colui che riesce a tenere a bada le sirene più condiscendenti. Il campione non cede. E vince. Vince sempre, con o senza medaglia, perché ha domato la parte fragile di sè". Il coraggio, Lo Cascio: Pietri era un uomo agguerrito e coraggioso, così come altri eroi che ha interpretato. Lei è così? "Io sono un attore. Il personaggio è sempre superiore alla persona. Io quando affronto un ruolo eroico, e penso per esempio a Peppino Impastato de “I cento passi”, cerco di ingigantirmi, mi tendo verso quello che nella vita non sono, mi allungo nella direzione di ciò che non sono capace di fare. E anche ammesso che ci siano momenti di identificazione, io cerco di non travasare parti di me nel mio personaggio perché deve esserci spazio per la creazione, nella recitazione. Il massimo dello sforzo è aderire, non giustapporsi, al personaggio". Eppure il pubblico cede al gioco dell’illusione che l’interprete sia il personaggio. "Questo può essere vero per il cinema, non accade in teatro invece. Quando vai a trovare un attore in camerino, dopo la recita, ti aspetti di vederlo semplicemente un uomo che si è appena tolto la maschera. Il teatro è uno spazio convenzionale che prevede questo, ma il pubblico del cinema non concepisce lo spogliarsi a spettacolo finito, cerca ancora e sempre la suggestione illusoria del far coincidere completamente attore e interprete. E’ normale e fa parte della bellezza del cinema, succede anche a me da spettatore". Lei è un idealista? "Impossibile non esserlo, se idealismo è avere dei valori, i valori fondamentali della convivenza civile – lealtà, coraggio, libertà, generosità, capacità di amare, onestà, senso della giustizia – se questo è idealismo, allora trovo che sia il motore dell’esistenza". Dorando Pietri fu beffato dal destino, vinse quella Olimpiade, fu squalificato, ma viene ricordato come il più grande eroe dello sport olimpico. Le è mai successo di vivere una contraddizione così evidente e sorprendente? "Forse, pensandoci sì. Quando nel dolore più prostrante, senti emergere dentro di te un irrefrenabile impulso vitale, di fronte alla morte la cosa più bella che possa accadere è la gioia di essere vivi. Gioia e dolore sembrano antitetici, però possono convivere e se succede è un ottimo aiuto a proseguire il proprio percorso di vita".

Ok con fiducia al decreto con 237 sì, dimissioni in blocco dei vertici dell'Abi
Percorso:ANSA.it
Inserito 01/03/2012       Categorie: Politica
ROMA - Via libera con fiducia al Senato al decreto liberalizzazioni. I sì sono stati 237 (225 nel precedente voto di fiducia) e 33 i voti contrari (2 astenuti). Il decreto passa ora all'esame di Montecitorio FIDUCIA SUL MAXIEMENDAMENTO - Il ministro Piero Giarda ha posto in Senato la fiducia su un maxi-emendamento al decreto sulle liberalizzazioni. "Il governo aveva presentato un testo ampio e innovativo. Dopo l'esame della commissione Industria in più parti il testo esce migliorato rispetto a quello del governo" Lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti nella replica in Senato alla discussione sul decreto liberalizzazioni. "Il nostro quindi - ha aggiunto - è un giudizio di passi avanti. Esce un provvedimento forte che incide sull'economia e la società italiana". ABI, GOCCIA HA FATTO TRABOCCARE VASO Il comitato di presidenza dell'Abi ha deciso di dimettersi e consegnare il mandato al comitato esecutivo e al consiglio. Lo annuncia il presidente Giuseppe Mussari, spiegano che la decisione e' relativa alla norma sulle commissioni bancarie non modificata dal maxiemendamento. La norma sulle commissioni bancarie è la "goccia che ha fatto traboccare il vaso". Lo spiega il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, spiegando che se la norma sarà confermata, allontanerà gli impieghi delle banche straniere in Italia e costringerà a rivedere il sistema del credito a imprese e famiglie. MUSSARI, NO A PREZZI AMMINISTRATI - "Chiediamo che la norma sia riportata alla sua natura originaria. Non possiamo accettare imposizioni di prezzi amministrati". Lo dice il presidente Abi, Giuseppe Mussari, riferendosi alle liberalizzazioni. "Forse - chiede - non si è voluto intervenire per non essere additati come vicini alle banche?". PASSERA, MUSSARI? E' SINTOMO DISAGIO - Le dimissioni del presidente dell'Abi, Guiuseppe Mussari sono "il sintomo del grande disagio del settore bancario che è vicino all'economia del paese". Questo il commento del ministro allo Sviluppo Corrado Passera raccolto in Senato. Ma la norma sulle commissioni potrà cambiare? "Non lo so - replica - è Monti che deve decidere" RC AUTO, DIMINUZIONE PREMI AUTOMATICA - L'aggiornamento dei premi assicurativi scatterà "automaticamente" ogni anno nel caso in cui i guidatori non abbiano avuto incidenti e dunque debbano pagare tariffe più basse. Lo prevede un emendamento al dl liberalizzazioni approvato ieri sera dalla commissione Industria del Senato FURTO AUTO, RISARCIMENTO PIU' VELOCE - Sarà più veloce ottenere il risarcimento per il furto e l'incendio da parte delle assicurazioni. E' una delle decisioni approvate ieri sera dalla commissione industria del Senato nell'ambito della discussione sul decreto liberalizzazioni VALANGA EMENDAMENTI AL DL: sono 1.700 gli emendamenti al decreto legge liberalizzazioni presentati per l'esame dell'Aula del Senato, il cui inizio è previsto per questa mattina. Le proposte di modifica sono state presentate da tutti i gruppi parlamentari. Taxi e Ici per la chiesa, professioni e farmacie, ma anche banche, gas, trasporti: sono 141 gli emendamenti approvati dalla commissione Industria del Senato al dl sulle liberalizzazioni sui 97 articoli originali: 119 le modifiche reali - che in alcuni casi hanno completamente riscritto un articolo - e 22 gli emendamenti fotocopia. Il governo, poi, ha accolto anche 5 ordini del giorno, tra cui quello particolarmente importante sulle tesorerie degli enti locali. La commissione industria ha realizzato un vero e proprio tour de force durante l'intera settimana, con numerose sedute anche notturne e spesso aggiornando i lavori al momento. Dopo le ammissibilita' che hanno sfrondato il numero degli emendamenti i primi testi di modifica che sono stati votati risalgono al 16 febbraio (5 emendamenti approvati). La pausa del fine settimana del 18-19 febbraio e' servita ai relatori per trovare intese nella maggioranza composita che sostiene il governo, quindi si e' tornati al voto: 39 emendamenti approvati lunedi' (ma tra questi 20 emendamenti fotocopia), 7 il 22 e poi di nuovo 2 il 24. Poi il tour de force conclusivo: 12 emendamenti approvati sabato 25 febbraio, 21 proposte lunedi' e altre 55 (con 2 norme fotocopia) nella chiusura di ieri. CAMBIA TASSA BARCHE,ORA IMPOSTA SU POSSESSO - Cambia la tasse sulle barche: non piu' un'imposta sullo stazionamento ma sul possesso. Si tratta di una modifica fatta per evitare ''la fuga dai nostri porti'', spiega la relatrice al dl liberalizzazioni Simona Vicari. La modifica approvata in commissione durante l'esame del dl liberalizzazione riscrive quanto previsto dal decreto legge 'Salva-Italia'. Per gli importi si va dagli 800 euro annuali per le barche dai 10,1 ai 12 metri fino ai 25mila euro per unita' con scafo superiore ai 64 metri. ''La tassa - si legge inoltre - non si applica ai soggetti non residenti e non aventi stabili organizzazioni in Italia che posseggano unita' da diporto, sempre che il loro possesso non sia attribuibile a soggetti residenti in Italia, nonche' alle unita' bene strumentale di aziende di locazione e noleggio''. SEMPLIFICAZIONI: ARRIVA PAGAMENTO MULTE ON LINE - Arriva il pagamento delle multe online. Le commissioni Affari Costituzionali e Attivita' produttive della Camera hanno approvato un emendamento al dl semplificazioni che prevede l'obbligo per le amministrazioni di pubblicare sul proprio sito i codici Iban sui quali il cittadino puo' fare il versamento per sanzioni per via telematica.

Rifiuti: Ue apre procedura infrazione contro Italia
da ansa.it
Inserito 27/02/2012       Categorie: Notizie
BRUXELLES - Bruxelles apre nei confronti dell'Italia una procedura d'infrazione per ''almeno 102 discariche, di cui tre di rifiuti pericolosi, non conformi alla direttiva Ue del 1999, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna e Umbria. La decisione della Commissione europea di inviare all'Italia una prima lettera di costituzione in mora - secondo quanto ha indicato all'Ansa l'ufficio del portavoce per l'ambiente - e' la conseguenza del mancato rispetto di parte della direttiva europea del 1999 sulle discariche di rifiuti. L'Italia, in particolare, e' finita nel mirino per non essersi conformata all'articolo 14 di quella direttiva, secondo cui gli stati membri avrebbero preso delle misure per assicurare che discariche ''esistenti'' (discariche a cui e' stato concesso un permesso o che erano gia' operative al momento della trasposizione della direttiva del 1999), non avrebbero continuato ad operare dopo il 16 luglio 2009, qualora non fossero ancora conformi con la direttiva europea. Dal 15 luglio 1999 Bruxelles ha chiesto informazioni all'Italia dimostrando nella sua risposta - precisa Bruxelles - che il Paese non era in linea con le disposizioni relative alle discariche ''esistenti''. Un anno dopo la Commissione Ue, in una nuova comunicazione a Roma, osservava che dal settembre 2009 almeno 187 discariche esistenti al momento della trasposizione nell'ordinamento della direttiva del 1999, erano presenti in Italia: discariche, o che non erano state chiuse, o che non erano ancora conformi alla direttiva europea. La situazione e' stata chiarita dall'Italia il 16 maggio 2011 e, precisa la Commissione Ue, sulla base di quelle informazioni, a cui si sono aggiunte altre relative alla regione Piemonte, e' emerso che, ancora in 14 Regioni sono presenti almeno 102 discariche ''esistenti'' dalla trasposizione della direttiva Ue - tre delle quali di rifiuti pericolosi - o che non sono state chiuse o che non sono conformi alla direttiva Ue. L'invio di una lettera di costituzione in mora rappresenta la prima tappa della procedura di infrazione al Trattato Ue. La seconda e' il ''parere motivato'' e, se il Paese non si conforma ancora, c'e' il ricorso alla Corte di giustizia europea.

Inflazione: lieve frenata a gennaio, ma carrello spesa +4,2%
ANSA.it
Inserito 22/02/2012       Categorie: Notizie
ROMA - Il tasso d'inflazione annuo a gennaio segna un lieve rallentamento, passando al 3,2% dal 3,3% di dicembre. Lo rileva l'Istat nei dati definitivi che confermano le stime provvisorie, indicando un aumento dei prezzi su base mensile dello 0,3%. A gennaio il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, cioé i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), è del 4,2% su base annua, un rialzo ben superiore al tasso d'inflazione (3,2%). Secondo i dati Istat, che confermano le stime provvisorie, su base mensile la crescita è dello 0,8%, ai massimi da un anno. A gennaio la benzina aumenta del 17,4% (dal +15,8% di dicembre) su base annua e del 4,9% su base mensile. Lo rileva l'Istat nei dati definitivi sull'inflazione di gennaio, aggiungendo che il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto sale del 25,2% in termini tendenziali (dal 24,3% di dicembre), il rialzo più alto dal luglio del 2008, e del 4,7% sul piano congiunturale.

No del Governo a Roma, niente Giochi del 2020
di Federico Garimberti da ansa.it
Inserito 14/02/2012       Categorie: Notizie
di Federico Garimberti ROMA - Dopo una discussione approfondita e ''sofferta'', Mario Monti conferma il suo 'no' alla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020. Il presidente del Consiglio non firmera' l'indispensabile 'garanzia'' chiesta dal Comitato Olimpico Internazionale. L'elenco delle motivazioni addotte dal presidente del Consiglio e' lungo e articolato, tanto da convincere anche quei ministri (non pochi) inizialmente favorevoli all'idea di ospitare i Giochi: si va dal rischio che i costi preventivati lievitino, alla difficile fase economica; dalla necessita' rispettare i tanti sacrifici fatti dagli italiani, al bisogno di risparmiare risorse in vista del lungo e doloroso cammino di risanamento del debito pubblico imposto dall'Europa. Il premier, dopo la riunione del governo e dopo aver dato la brutta notizia al comitato promotore arrivato appositamente a palazzo Chigi nella speranza di un colpo di scena finale, snocciola le sue ragioni - squisitamente economiche, anche se c'e' chi dice che la sua rinomata 'freddezza' verso lo sport ''non abbia certo aiutato'' - e interrompe il Cdm per spiegare alle telecamere il suo 'no'. Prima pero' elogia il progetto e ringrazia pubblicamente chi ha promosso il progetto: da Letta, ad Alemanno; da Petrucci a Pescante. Tuttavia, aggiunge, dopo aver ''riflettuto approfonditamente'' e al termine di una ''discussione approfondita e per tanti aspetti sofferta'' in Cdm ''siamo arrivati alla conclusione unanime che che sarebbe responsabile assumere questo impegno''. Monti ricorda i ''sacrifici'' chiesti agli italiani e, nonostante dica che il ''passaggio piu' difficile'' sembra alle spalle, ammonisce sul fatto che restano ''turbolenze'' sui mercati che rischiano, come dimostra la Grecia, di mettere in pericolo quanto finora fatto, oltre che i ''denari'' dei contribuenti. Il governo, in sostanza, non se la sente di gravare sulle fragili finanze pubbliche con costi che sono per giunta ''imprevedibili''. Perche', nonostante l'accuratezza metodologica dello studio di fattibilita', gia' in altri Giochi i preventivi si sono rivelati molto inferiori ai consuntivi. Il rischio e' che i costi, come avvenuto a Londra, lievitino. E se sono cresciuti nella capitale britannica - pensa Monti, ma senza dirlo - figurarsi cosa potrebbe accadere a Roma dove e' molto difficile evitare sprechi o peggio malversazioni. E a chi gli chiede se cosi' facendo non dimostri scarsa lungimiranza e soprattutto poca fiducia nel sistema Italia, Monti replica che e' vero il contrario: sono i governi precedenti ad aver pensato poco all'impatto nel lungo periodo delle loro politiche e lui non vuole ''mettere in difficolta''' i futuri esecutivi. Del resto ha appena trascorso un'intera giornata a New York cercando di convincere gli investitori a puntare sull'Italia, rassicurandoli sul fatto che dopo di lui la strada del rigore non sara' abbandonata. C'e' anche un problema di credibilita'. E Monti lo dice apertamente: non vogliamo dare ai mercati e all'Ue la ''percezione'' che ci stiamo rilassando, perche' comprometteremmo la fiducia cosi' faticosamente riconquistata con ''dubbi, magari alimentati da concorrenti dell'Italia''. Infine, c'e' l'impegno - confermato nel Patto di bilancio europeo, ma gia' previsto in un piano confermato dal precedente governo (rimarca con una punzecchiatura al Pdl) - di ridurre il debito pubblico che imporra' per i prossimi anni '''sforzi'' considerevoli. Insomma, in questa fase, sarebbe ''prematuro sganciare la cintura di sicurezza''. Motivazioni che convincono anche quei membri dell'Esecutivo inizialmente favorevoli alla candidatura, Passera e Profumo in testa. Monti, sostenuto in Cdm da Vittorio Grilli (vice dell'Economia) e Elsa Fornero (Welfare), mette in evidenza un aspetto: la ''garanzia in bianco'' richiesta dal Cio impone di ''immobilizzare'' almeno due miliardi di euro. Denaro che andrebbe sottratto alle gia' esigue risorse disponibili per rilanciare la crescita, a cominciare dalle infrastrutture. Raccontano che di fronte a queste obiezioni, anche i piu' convinti sostenitori delle Olimpiadi (come il ministro dello Sviluppo, appunto) abbiano convenuto sull'opportunita' di soprassedere.

Centro-Sud sotto la neve Paesi isolati, negozi vuoti
da ansa.it
Inserito 11/02/2012       Categorie: Notizie
Freddo polare e vento continuano a interessare le Regioni del Nord; situazione pesante invece in Emilia-Romagna, Marche e Toscana, dove le forti precipitazioni nevose non sembrano invertire la tendenza degli ultimi giorni. Sostanziale tregua per le nevicate in Campania, pur rimanendo una situazione preoccupante all'interno della Regione, e in Puglia, Basilicata e Sardegna. Diversa la situazione in Calabria, ancora nella morsa della neve e del gelo.

COMUNICATO
CHIUSURA SCUOLE
Inserito 02/02/2012       Categorie: Notizie
A causa del perdurare delle cattive condizioni metereologiche e della proroga dell’ordinanza prefettizia di chiusura delle scuole anche alla giornata di sabato 4 febbraio 2012, si comunica che i Sindaci dei Comuni di Campogalliano, Carpi, Novi di Modena e Soliera hanno disposto con propria ordinanza la CHIUSURA di tutte le scuole di ogni ordine e grado per le intere giornate di GIOVEDI’ 2 FEBBRAIO 2012, VENERDI’ 3 FEBBRAIO 2012, SABATO 4 FEBBRAIO 2012

Gelo e neve, disagi treni. Serie A, stop altre 2 gare
da ansa.it
Inserito 01/02/2012       Categorie: Notizie
Strade imbiancate e freddo pungente in quasi tutte le regioni, l'allerta precipitazione ha mobilitato in numerose città i mezzi spazzaneve e spargisale. Problemi alla circolazione sono stati segnalati in Toscana, mentre non nevica più in Liguria ma resta l'allerta gelo. Forte bora a Trieste, neve sul Vesuvio. Nevicate su vari tratti autostradali, con un filtro ai mezzi pesanti disposto sull' appennino bolognese. Viabilità Italia ha lanciato un appello agli autotrapsortatori perché evitino zone loro vietate: c'é il rischio di accodamenti. Auto in voragine, muore un bimbo alla periferia di Siracusa. TROPPA NEVE, CEDE PARTE TENDONE PALAFIUGGI - Il peso della neve ha provocato il cedimento di una parte del tendone del Palafiuggi, la struttura che ospita congressi, installata nell'ex campo sportivo della cittadina termale in provincia di Frosinone. Due capriate del Palazzetto, le strutture in alluminio che sorreggono il tendone, hanno ceduto a causa del peso. I vigili del fuoco sono impegnati per fronteggiare la situazione, che continua ad aggravarsi a causa della neve che continua a scendere copiosa. Non ci sono stati feriti. MOLINETTE: ISPEZIONE NAS E POLIZIA GIUDIZIARIA - Un'ispezione dei carabinieri del Nas e della Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Torino è stata eseguita all'ospedale Molinette in relazione alla chiusura di alcune attività provocata dal maltempo. A coordinare l'operazione è il pm Raffaele Guariniello, che vuole accertare il rispetto dei parametri della sicurezza degli impianti e capire se esistono rischi potenziali per il personale e per i pazienti. STOP AD ALTRE DUE PARTITE DI SERIE A - Dopo Parma-Juventus di ieri sera anche Bologna-Fiorentina e Siena-Catania sono state rinviate per l'impraticabilità del campo a causa della neve. NEVICA DAL PIEMONTE ALLE PORTE DI ROMA Neve e gelo record al nord Italia, temperature in picchiata ovunque, pioggia al sud. Questo il quadro odierno sul maltempo, mentre per le prossime ore è possibile l'arrivo della neve a Roma e a Napoli. Finora i fiocchi, dal Piemonte, sono arrivati fino alle porte di Roma, causando disagi sia alla circolazione stradale, sia ferroviaria sia anche in alcuni aeroporti. L'aeroporto 'Guglielmo Marconi' di Bologna rimarrà chiuso fino alle 16.30, per il perdurare della precipitazione nevosa, in Lombardia sono stati soppressi 15 treni solo fino alle 10 di stamane; ritardi sono stati segnalati, fino a 80 minuti, anche su treni ad Alta Velocità. La produzione è ferma oggi alla Piaggio di Pontedera (Pisa) dove sono giunti al lavoro solo poche decine fra impiegati e operai a causa delle intense nevicate che hanno interessato la Toscana. Resteranno chiuse domani le scuole ad Arezzo e Siena, le due città maggiormente colpite dalle precipitazioni nevose. Persino l'incontro tra i cittadini dell'Isola del Giglio e il commissario delegato Franco Gabrielli di oggi pomeriggio è stato rinviato a domani a causa del maltempo: sono infatti sospese le partenze dei traghetti da Porto Santo Stefano e Gabrielli non può quindi raggiungere l'isola. A La Spezia il maltempo ha causato un incidente: un uomo che è caduto dal tetto mentre spalava la neve, ed è rimasto ferito in modo grave. A Trieste invece la forte bora ha causato lo scoperchiamento di un'ex fabbrica. Migliora intanto la situazione sulla rete autostradale: dopo la riapertura al traffico pesanti dei tratti autostradali dell'A1 Milano-Parma, della A15 Parma-La Spezia, della A12 La Spezia-Rosignano e della statale Aurelia Rosignano-Civitavecchia, sono stati rimossi i blocchi alla circolazione dei mezzi pesanti anche sulla rete autostradale in Toscana. La neve e il ghiaccio hanno anche bloccato la consegna di cinquantamila tonnellate di prodotti alimentari, fermi lungo le strade della Penisola.

Morto Oscar Luigi Scalfaro, una vita per lo Stato
di Giuseppe Tito DA ANSA.IT
Inserito 29/01/2012       Categorie: Notizie
ROMA - Oscar Luigi Scalfaro, il presidente "dell'Io non ci sto" se ne è andato la notte scorsa, nel sonno. La notizia ha cominciato a circolare in mattinata e immediatamente tutto il mondo politico, a cominciare dalle alte cariche istituzionali, è accorso - anche idealmente- al capezzale dell'ex presidente della Repubblica, salvo alcune eccellenti defezioni (come quelle di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi) per dare l'addio ad uno degli ultimi costituenti, parlamentare democristiano di lunghissimo corso. Magistrato controverso, fu l'ultimo giovanissimo pm italiano a comminare ancora la pena di morte nell'immediato dopoguerra nella convinzione che le leggi vanno applicate senza essere distolti dalle proprie idee. Questa convinzione sembra essere diventata la 'stella polare' di un uomo al servizio dello Stato per gran parte del ventesimo secolo e che, dopo un breve passaggio alla guida della Camera, nel 1992 ha fatto il grande salto fino al Colle in una fase drammatica per la prima Repubblica, dilaniata dagli attacchi della mafia e da 'Tangentopoli'. Un Parlamento diviso e in difficoltà ha trovato la forza, dopo la strage di Capaci in cui perse la vita Giovanni Falcone, di eleggerlo nel giro di poche ore, era il 25 maggio, al più altro scranno del paese. E Scalfaro si è conquistato in poco tempo il soprannome di 'Traghettatore' verso la seconda Repubblica. Una seconda Repubblica che si è incarnata nella figura di Silvio Berlusconi che nella primavera del 1994 forma il suo primo governo con la Lega di Bossi. Un passaggio cruciale che viene vissuto con grande diffidenza da parte del Cavaliere verso l'inquilino del Quirinale che sembra ricambiarlo con la stessa moneta. Tanto che dopo le dimissioni dell'esecutivo dell'uomo di Arcore a causa del forfait del Carroccio ( dimissioni che spianano la strada al governo tecnico di Lamberto Dini), parte il fuoco di fila degli attacchi al Colle da parte del partito di maggioranza relativa di allora, Forza Italia: attacchi che culminano con le pesanti allusioni ad un presunto 'golpe' per defenestrare il presidente del Consiglio da palazzo Chigi, dopo una stagione di veleni che ebbe il suo apice con l'avviso di garanzia recapitato al Cavaliere durante il vertice Onu sulla criminalità di Napoli, a luglio. Da quel momento la frattura tra i due diventa insanabile. Tanto insanabile da spiegare, forse, il silenzio di oggi dell'ex premier: non una dichiarazione, nessuna nota di cordoglio. Con il Pdl che, a parte le dichiarazioni ufficiali di Angelino Alfano, non nasconde tutta la sua freddezza. Al contrario del Pd che omaggia il 'grande vecchio' abbassando le sue bandiere. E con tutte le alte cariche istituzionali, a cominciare da Giorgio Napolitano, che quasi con un'unica voce, si sono inchinate di fronte all'ex capo dello Stato. "Un esempio di coerenza e integrità", ha affermato l'attuale presidente della Repubblica. Sulla stessa scia gli intervenuti di Mario Monti, Renato Schifani e Gianfranco Fini. E di tanti leader dei partiti. Cattolico praticante e devoto della Madonna, Scalfaro è stato un "duro e puro" anche nel valutare i comportamenti ed i costumi. Ed è famosissima la vicenda che lo vide protagonista nell'estate del 1950 quando redarguì pesantemente una giovane donna seduta al ristorante, a Roma, ritenuta troppo 'scollata', ovviamente per l'epoca. Ma il settennato di Oscar viene ricordato dalle cronache politiche anche e soprattutto per quel suo rabbioso "Io non ci sto...a questo gioco al massacro...", quando decise di intervenire a reti tv unificate in diretta, facendo oscurare anche una partita di coppa Uefa del Cagliari, per denunciare alcune indiscrezioni che stavano lambendo pericolosamente il Quirinale in merito ad una inchiesta sull'uso "non sempre a fini istituzionali" dei fondi Sisde da parte di alcuni ministri dell'Interno, tra cui Scalfaro che lo fu dal 1983 all'87, nei due governi Craxi. Nell'ultimo giorno della sua vita, il vecchio combattente muore nel sonno nel suo letto, a casa , rende noto il vescovo di Terni, e amico di vecchia data, Monsignor Paglia: muore "un grande cristiano e un grande italiano - dice- che ci manchera".

Caos-Lega, il 22 showdown scontro aperto Bossi-Maroni
di Paolo Barbieri da ansa.it
Inserito 13/01/2012       Categorie: Politica
Che la Lega non fosse più un corpo monolitico pronto a seguire Umberto Bossi lo si era capito già dall'ultima Pontida dove molti leghisti avevano innalzato uno striscione con la scritta "Roberto Maroni presidente del consiglio". I congressi avevano certificato la divisione tra 'maroniani' e 'cerchio magico' ma è il caso Cosentino che ha decretato e reso pubblica la spaccatura e il caos nel Carroccio, non più partito di governo ma solo di lotta. Se dalla sua nascita la Lega aveva seguito una sorta di centralismo democratico - espressione di togliattiana memoria, per spiegare che nel partito possono esserci molte posizioni ma che all'esterno deve emergere solo quella della maggioranza - ora appare evidente che ci sono due linee contrapposte, quella di Maroni da una parte e quella di Bossi dall'altra. E ad una settimana dalla manifestazione a Milano contro il governo Monti, il timore nella Lega è che la protesta della base che si identifica in Maroni si materializzi in piazza. Radio Padania Libera è sempre stato il luogo deputato per la protesta ma nel tempo di Facebook, i leghisti hanno scelto anche il social network per manifestare il loro dissenso nei confronti di Bossi, che hanno sempre identificato nel 'capo', seguendo di fatto la strada di Roberto Maroni il quale proprio sul suo profilo ha postato: "Sono amareggiato e un po' deluso, ma non smetto di credere e di lavorare per la Lega che ho contribuito a costruire in oltre 25 anni di attività politica". L'ex ministro dell'Interno ha così spiegato ai militanti che hanno apprezzato la sua scelta a favore dell'arresto di Cosentino, che continuerà a lavorare per "la Lega degli onesti, la Lega senza intrallazzi né conti all'estero, la Lega che mi ha conquistato per i suoi ideali di onestà e trasparenza, per i suoi valori etici e per i suoi meravigliosi militanti". "Caro Roberto - ha scritto subito su Facebbok il capogruppo dei deputati il 'cerchista' Marco Reguzzoni - chi è causa del suo mal pianga se stesso. Queste polemiche servono a far passare in secondo piano le malefatte del governo" e "sono convinto che solo smettendola di alimentare le falsità che i nostri nemici mettono in giro, riusciremo a conquistare la nostra libertà". Reguzzoni ha negato che ci sia una divisione all'interno della Lega: "Nessuno, compreso Maroni, ha contestato la linea di Bossi della libertà di coscienza" ma sulla sua bacheca i maroniani si sono subito fatti sentire: "Reguzzoni fuori dai ... maroni". Il capogruppo dei deputati, che secondo alcune indiscrezioni raccolte tra i parlamentari del Carroccio ha provveduto a cancellare molti messaggi poco gentili, è poi stato smentito dal sindaco di Varese Attilio Fontana: "E' stato un grande dolore vedere che non si sia riusciti ad avere un atteggiamento unitario: un segnale brutto, che spero possa essere superato al più presto". Per Fontana i problemi che sono emersi con il voto su Cosentino "si devono risolvere all'interno del movimento, magari con la convocazione del congresso, sia a livello nazionale (e cioé lombardo, ndr) sia a livello federale". Anche oggi a Radio Padania è andata in scena la protesta che si è allargata dal caso Cosentino agli investimenti in Tanzania e al fallimento della banca della Lega con i mancati rimborsi a chi aveva investito. Il conduttore ha replicato ai contestatori o togliendo la linea o spiegando perentorio: "Bossi propone un pacchetto con alcune soluzioni. Se le condividete bene altrimenti votate altri partiti che ce ne sono tanti. Bossi è il segretario federale, punto e basta".

Benzina: fiammata prezzi, sfiora 1,74 euro
ANSA.it
Inserito 02/01/2012       Categorie: Notizie
ROMA - Nuova fiammata dei prezzi della benzina. Con i rialzi delle addizionali regionali sulle accise, il prezzo sfiora oggi 1,74 euro al litro. Secondo il monitoraggio di Quotidiano energia all'Ip si tocca infatti la cifra di 1,738 euro, ma al Sud e al Centro, dove è più forte l'effetto addizionali, si arriva quasi 1,8 euro al litro. Le addizionali, che riguardano solo la benzina e non il diesel, sono scattate ieri in sei regioni (Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Lazio) e hanno fatto inevitabilmente lievitare i prezzi in gran parte dei distributori italiani. Tra le compagnie petrolifere ad aggiustare i listini è infatti stata solo la Tamoil (+0,4 cent sulla verde). Tutte le altre hanno 'subito' gli effetti delle decisioni prese dalle giunte regionali. E la riprova sta proprio nel prezzo del gasolio, rimasto sostanzialmente stabile intorno a 1,7 euro al litro. A livello Paese, rileva QE, il prezzo medio praticato dalla benzina (in modalità servito) va oggi da 1,729 euro al litro degli impianti Shell all'1,738 di quelli IP (no-logo in salita a 1,640). Per il diesel si passa dall'1,699 euro al litro di Eni all'1,702 di Tamoil (no-logo a 1,599). Il Gpl è invece tra gli 0,744 euro al litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil (no-logo a 0,726)

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